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Eugenio Tavolara

Eugenio Tavolara nacque a Sassari nel 1901. Dedicò la sua vita interamente all’arte, divenendo un artista a tutto tondo, e realizzò numerose opere utilizzando diversi stili e materiali: fu un ceramista, uno scultore, un incisore, un illustratore, un designer e un famoso produttore di giocattoli, tappeti e cestini. Si dedicò a varie espressioni artistiche ma rimase sempre legato all’artigianato tradizionale sardo: nelle sue opere si ispirò ai temi delle decorazioni tradizionali, contribuì al recupero di alcune peculiarità dell’artigianato artistico isolano, che rischiava di andare perso, e diede vita a una nuova e originale produzione artistica.

Grazie alla sua devozione per l’arte, la città di Sassari gli intitolò il Padiglione per l’Artigianato, situato all’interno dei giardini pubblici, separati da una via che porta il suo nome, e realizzato da Ubaldo Badas nel 1956 per l’I.S.O.L.A. (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigianale), con lo scopo di valorizzare proprio l’artigianato sardo. Eugenio Tavolara, insieme a Badas, fu il direttore dell’ente e, grazie al loro impegno e alla loro dedizione, il Padiglione dell’Artigianato è tuttora considerato l’opera più significativa e più importante della Sardegna.

All’interno della struttura sono presenti decorazioni e bassorilievi realizzati dallo stesso Tavolara, tra cui il bassorilievo della Cavalcata Sarda. Nel 1958 realizzò una mostra dal titolo L’artigianato sardo nella casa moderna, sempre con l’intento di promuovere i lavori artigianali nel mercato contemporaneo. Dopo questa mostra, la rivista americana “ Home ” dedicò un intero numero all’artigianato della Sardegna.

Eugenio Tavolara era ed è tuttora molto conosciuto per le sue statuette in terracotta, per i giocattoli in legno e tessuto e per i pupazzi. Tra i soggetti che realizzava vi erano figurine in costume sardo, clown, musicisti jazz, animali, Pinocchio e altri componenti delle fiabe. Tra le numerose realizzazioni artistiche, per quanto riguarda i pupazzi in legno e tessuto, vale la pena menzionare: Soldatini (1931), Gruppo di pupazzi sardi (1932), Scene di vita sarda (1933), Sportivi (1933), Negri (1933) Mascherata sassarese (1937) e Cavalcata sarda, esposta nel 1940 alla triennale milanese e composta da circa duecento pezzi. Tra le sculture e le incisioni si ricordano in particolar modo: La Via Crucis della chiesa di Carbonia (1938), I dieci comandamenti (1939), Storia della scrittura (1952), Via Crucis, portone, tabernacolo, candelabri e croci per la chiesa della solitudine a Nuoro (1950-1954). Eugenio Tavolara morì a Sassari nel 1963.

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