Lontano dai bagliori della Costa Smeralda, appena fuori la cittadella portuale di Olbia, esistono luoghi dove il tempo si è fermato, atmosfere dove le tradizioni di Sardegna sono ancora vive nel cuore e nella vita delle persone, scenari bucolici e paesaggi ameni, fatti di laghi, rocce granitiche e pascoli.

Un viaggio alla scoperta dei centri più antichi della Gallura, inizia in modo insolito, alle porte delle mondane Porto Rotondo e Porto Cervo, e prosegue come per magia nella tranquillità propria di paesi come Sant’Antonio di Gallura, Luras, Nuchis e Aggius. Dal centro di Olbia, dove ogni anno migliaia di turisti si recano per ammirare la Costa Smeralda, basta imboccare la SS127 in direzione Tempio Pausania, per ritrovarsi dopo pochi chilometri immersi nella campagna gallurese, alla  quale fanno da sfondo le maestose altezze dei Monti Plebi e Telti. Qui, soprattutto in primavera, la natura regala paesaggi inediti. Gli antichi stazzi – le dimore rurali tipiche di Gallura –, si circondano di muri in pietra a secco e si dividono gelosi il territorio; la campagna si popola di bovini ed ovini liberi al pascolo; la strada, che prosegue diritto verso Tempio, è accarezzata da dolci curve, cui di chilometro in chilometro si alternano rocce zoomorfe, alberi di pero in fiore, ulivi e profumato rosmarino.

SS127 occidentale sarda: i percorsi dell’autentica Gallura

La SS127 occidentale sarda (meglio nota come Olbia-Tempio) è una strada che consente soste in siti molto interessanti e degni di nota. In realtà, l’itinerario che parte da Olbia, e che attraversa i piccoli centri fino a giungere a Tempio Pausania, è un vero e proprio percorso dedicato alla Gallura più autentica, dove apprezzare cultura, storia e tradizioni di una Sardegna dimenticata dal turismo di massa.

Il tragitto, agevole da compiere in camper, non è particolarmente tortuoso, e le curve che accompagnano l’intero cammino sono uno spunto in più per godere del paesaggio bucolico che si apre allo spettatore. Usciti da Olbia, dopo pochi chilometri, si incontra sulla sinistra il bivio per il sito archeologico del nuraghe Lu Nuracu Putzolu, il monumento preistorico meglio conservato del comune di Telti, che come tutti i nuraghi (circa settemila sull’isola), si presume abbia avuto scopo difensivo e di avvistamento. Più avanti, si raggiunge invece lo svincolo per Priatu-Sant’Antonio di Gallura.

Durante il viaggio il paesaggio muta continuamente, e passa in modo graduale dalle coltivazioni di ulivi della bassa campagna gallurese (dove si consiglia una sosta negli agriturismi della zona per apprezzare prodotti tipici come il Vermentino e formaggi prodotti a chilometro zero), ai boschi di lecci, querce e sugheri di Monte Pinu. La distesa di coltivazioni di vite e ulivi che precede Sant’Antonio di Gallura – dove floridi crescono asparagi selvatici e alberi di pero – è intervallata dalla presenza di ovini e bovini liberi al pascolo, che brucano l’erba o che si distendono al sole. L’atmosfera riflette tutta la pace e la serenità della vita semplice di campagna, e lascia una cartolina da conservare nel cuore, o una fotografia da scattare con la mente, che rimane indelebile per l’osservatore.

Monte Pinu e le altezze del Monte Libara – i cui percorsi, indicati lungo la strada sono tappa ideale per gli amanti del trekking – fanno da sfondo alla chiesetta campestre di San Bachisio, situata poco dopo Priatu e prima della svolta per il comune di Sant’Antonio di Gallura, in località Baldu. La chiesa di San Bachisio ha la struttura delle tipiche chiese campestri galluresi, è costruita in granito e conserva all’interno una statua dell’omonimo santo realizzata da un ignoto scultore che dispiegò la sua arte in Gallura nel 1600.

Sant’Antonio di Gallura e Luras: una finestra sul Lago del Liscia

Le casette in pietra sarda (alcune frutto del restauro di vecchi mulini) adornate con loggette fiorite, il cinguettio degli uccellini, e la fresca aria di collina accolgono i turisti a Sant’Antonio di Gallura, comune situato a 357 metri d’altezza. Sant’Antonio di Gallura è adagiato su una vallata di boschi e querce, e ogni abitazione affaccia da un lato e dall’altro della strada principale, sulla vegetazione digradante verso il Lago del Liscia.

La storia di questo luogo è antica, risalente al Medioevo, epoca in cui, in luogo dell’attuale Sant’Antonio di Gallura, sorgeva il villaggio denominato Villa di Castro. Il centro del paese è costituito dalla Chiesa di Sant’Antonio Abate, da una trattoria tipica e da alcuni bar, mentre scendendo a valle si incontra il “Belvedere Lu Nuraco”, dal quale ammirare il panorama circostante. Il meraviglioso Lago del Liscia, artificiale ma perfettamente integrato col paesaggio, unisce le vallate di Sant’Antonio di Gallura e di Luras, altro comune degno di nota per le testimonianze storiche presenti.

Visitare Luras consente ai visitatori di ottenere un sunto di cultura e di storia di Gallura senza pari. Immancabile è una vista al Museo Galluras, dove conoscere da vicino le arti e gli antichi mestieri galluresi grazie all’ampia esposizione di attrezzi agricoli d’un tempo, come aratri e strumenti per la mietitura. Qui, si può apprezzare la tradizione tessile lurese, osservare la bellezza degli abiti tradizionali, e avere l’occasione conoscere con i propri occhi l’ultimo martello di sa femina agabbadòra (detto su mazzolu), donna che praticò l’eutanasia in Sardegna fino alla metà del ‘900.

Nella campagne che circondano Luras, si trovano anche gli ulivi millenari di Santu Baltolu, alberi di quattromila anni fa che continuano a produrre olive, e i Dolmen di Ladas e Alzoledda, monumenti funerari realizzati nel Neolitico conosciuti dai luresi come “Sepulturas de Zigantes o de paladinos”.

La magia di Nuchis sposa Aggius, il paese della pietra

Tutta la magia della Gallura si trova ai piedi del Monte Limbara, alle porte di Tempio Pausania. Giunti ormai a 30 chilometri di distanza dalla costa e da Olbia, si incontra poco prima del bivio per Tempio Pausania il paesino di Nuchis, dove le case, rigorosamente in pietra, sono sempre addobbate a festa e in modo grazioso, con loggette fiorite. Nuchis è una frazione di circa 400 abitanti, che sorge a 500 metri s.l.m., dove è possibile ammirare diverse chiese, tra cui la chiesa dello Spirito Santo, la chiesa dei santi Cosma e Damiano e quella di Santa Croce. Questo centro è noto anche per la presenza di siti archeologici, come la tomba dei giganti di Pascaredda, la fonte sacra di Li Paladini e il nuraghe Agnu.

Nuchis è uno dei comuni più famosi della Gallura, e ciò è dovuto alla presenza di una delle ultime guaritrici di Sardegna, un’anziana donna in grado di curare le ustioni, l’alopecia e diversi altri problemi della pelle con erbe selvatiche galluresi. Alla guaritrice di Nuchis si rivolgono persone provenienti da tutto il mondo, ma la guaritrice, in base al proprio codice morale, non chiede nulla in cambio delle miracolose prestazioni. Appena sette chilometri dopo Nuchis, e superato il centro di Tempio-Pausania, ci si imbatte in Aggius, il “paese della pietra”. Il comune di Aggius appare come un miraggio, dopo un tratto di strada desertico, dall’atmosfera rocciosa e lunare, conosciuto appunto come Valle della Luna, o Piana dei Grandi Sassi. La piana, dove si trovano numerosi animali liberi al pascolo, è caratterizzata da enormi rocce in granito dalle forme zoomorfe, talvolta tondeggianti e lavorate nei secoli dal vento.

Il centro storico di Aggius è unico nel suo genere, interamente costruito in pietra, curato, dove nulla sembra essere lasciato al caso. Le principali attrazioni sono il Museo del Banditismo e il Museo Etnografico Oliva Carta Cannas, dove rivivere la storia gallurese e ripercorrere le usanze e l’arte degli antichi mestieri. Merita una visita anche l’area pic-nic posta al confine del paese, sulla strada che porta a Trinità d’Agultu, e il Belvedere panoramico, da cui apprezzare la maestosità della vallata.

SOSTA CAMPER

Il tragitto da Olbia ad Aggius, nel percorso attraversato dalla SS127 occidentale sarda, non è provvisto di aree attrezzate per la sosta dei camper, la prima si trova infatti in località Aglientu, superato il paese di Aggius in direzione della costa, poco dopo Trinità d’Agultu. Tuttavia, lungo il percorso sono presenti diverse aree parcheggio, dove poter sostare brevemente. Sul sito camper.it alla sezione “Aree di sosta Italia” si trova l’elenco delle aree per sosta camper dell’intera Regione Sardegna.

 

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