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Carnevale di Orotelli

Il carnevale di Orotelli, comune situato nella regione storica della Barbagia, in provincia di Nuoro, è uno degli eventi più sentiti tra i carnevali sardi e i suoi protagonisti sono le maschere tradizionali dei Turphos (gli storpi), che inscenano diverse situazioni legate alla tradizione agricola e pastorale. Su Turphu Voinarzu (il contadino) simula una lotta con Sos Turphos Boes (i buoi), nel tentativo di dominare i testardi animali, Sos Turphos seminatori spargono crusca lungo il cammino, Sos Thurpos Vrailarzu (i fabbri) hanno il compito di ferrare i Turphos Boes e un ulteriore Thurpu ha l’incarico di accendere il fuoco con una pietra focaia e un cornetto di bue pieno di midollo di ferula secca (corru esca). Durante la sfilata, le maschere si avventano improvvisamente sul pubblico, rendendolo così partecipe della manifestazione; mimando il comportamento dei buoi catturano i conoscenti privi di maschera e li costringono ad offrire loro da bere; il martedì di carnevale, invece, i ruoli si invertono e saranno i Turphos ad offrire da bere agli spettatori. La manifestazione si conclude nella piazza del paese dove tutti prendono parte al ballo tipico dei Turphos (su ballu de sos Turphos). Come molti altri carnevali della Sardegna a sfondo agropastorale, anche il carnevale di Orotelli ripropone il rapporto tra uomo e animale, la costante lotta dell’uomo contro la natura e un rituale propiziatorio della pioggia e della fertilità della terra. I personaggi si presentano in abiti di velluto, gambali di cuoio (sos cambales), un lungo cappotto in orbace nero (su gabbanu) e portano, a tracolla, una bandoliera di campanacci; il volto è coperto di fuliggine ed è nascosto da un grande cappuccio che scende fino al naso. Sughero e campanacci sono materiali tradizionali utilizzati, durante le celebrazioni del carnevale di Orotelli, con la funzione di allontanare gli spiriti maligni dai campi, dalle case e dalla festa. In passato, le persone più ricche del paese venivano “ catturate ” e costrette ad offrire da bere, ruolo oggi ricoperto dagli spettatori; da questo capovolgimento di funzioni derivava una temporanea rivincita dei più deboli nei confronti delle persone più abbienti.