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Giuseppe Manno

Giuseppe Manno nacque ad Alghero, in provincia di Sassari, il 17 marzo del 1786, da una famiglia della piccola nobiltà cittadina. Dopo le scuole primarie venne iscritto nel collegio dei nobili di Cagliari e successivamente, nel 1804, conseguì la laurea in Diritto canonico e civile. Manno fu un uomo di buona cultura umanistica, conoscitore di lingue, come l’inglese e il francese, e un appassionato suonatore di violino; fu inoltre un giovane e brillante avvocato e non passò molto tempo prima che venne notato dai magistrati della Reale Udienza e dai funzionari governativi.

Nel 1805 venne nominato sostituto dell’avvocato fiscale presso la Reale Udienza e nel 1809 sostituto dell’avvocato fiscale patrimoniale. Nel 1811, Giuseppe Manno iniziò la collaborazione con Il foglio periodico della Sardegna, ma presto si dimise a causa delle notizie non vere che di frequente venivano pubblicate. Nel 1817 si trasferì a Torino e ottenne la nomina a Primo Ufficiale della Segreteria di Stato per gli affari di Sardegna e l’onorificenza dell’ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Nel 1823 venne nominato consigliere del Supremo Consiglio di Sardegna dove, grazie alla sua profonda conoscenza delle leggi patrie, svolse un ruolo importante nell’elaborazione delle nuove leggi civili e criminali del Regno di Sardegna: il nuovo Corpus Legislativo, noto come Codice Feliciano, entrò in vigore nel 1827. Durante la realizzazione delle Leggi Feliciane, Giuseppe Manno fu impegnato nella stesura della Storia di Sardegna, un’opera suddivisa in quattro volumi redatti tra il 1825 e il 1827: nel primo volume, scritto in soli sette mesi e pubblicato a Torino nel 1825, Manno trattò il tema della storia sarda e raccontò la rivolta contro i romani del Duce dei Sardi, Amsicora; nel secondo volume narrò la storia della diffusione del cristianesimo sino alla fine del Duecento; nel terzo e nel quarto volume parlò delle vicende del periodo spagnolo e sabaudo.

Nel 1826 venne nominato socio dell’Accademia delle Scienze di Torino e, nello stesso anno, scrisse il saggio Dei vizi dei letterati; nel 1831 scrisse Della fortuna delle parole e, nel 1834, divenne accademico della Crusca. Dopo alcuni lavori occasionali iniziò a scrivere quello che risultò essere il suo capolavoro: La storia moderna della Sardegna dall’anno 1773 al 1799, composto di due volumi. Il 14 ottobre del 1845, Manno divenne presidente del Senato di Nizza, il 2 novembre del 1848 entrò a far parte dei senatori del Regno e tra il 1849 e il 1855 ne fu presidente. Egli fu inoltre un grande oppositore di Cavour e nel 1855 gli assegnarono il ruolo di presidente della Corte Suprema di Cassazione. Giuseppe Manno morì a Torino il 25 gennaio del 1868.