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Salvatore Cambosu

Salvatore Cambosu nacque a Orotelli, in provincia di Nuoro, il 5 gennaio del 1895 e fu uno scrittore e giornalista italiano, figlio di Gavino Cambosu, zio materno della scrittrice Grazia Deledda. Frequentò la scuola elementare a Orotelli e proseguì successivamente gli studi a Nuoro, dove conseguì il diploma di maturità classica e il diploma di maestro elementare. Cambosu svolse l’attività di insegnante delle scuole primarie in vari paesi nuoresi, tra cui il suo paese natale, dove venne anche eletto amministratore comunale.

Successivamente iniziò a collaborare con alcuni giornali come Il Messaggero, Il Corriere d’Italia e L’Unione Sarda, con cui pubblicò nel 1934 il suo romanzo a puntate dal titolo Il carro, ripubblicato in seguito nel 1992 col titolo Lo sposo pentito. Salvatore Cambosu lavorò inoltre come insegnante di lettere e latino nella scuola media dove ebbe come allieva Maria Lai, con cui negli anni successivi instaurò un forte legame di amicizia.

Nonostante il lavoro come insegnate, Cambosu non abbandonò la scrittura e il mestiere di giornalista e, durante il periodo del dopoguerra, si dedicò alla collaborazione con alcune testate come La Nuova Sardegna, Il Tempo, L’Avvenire d’Italia, Il Giornale d’Italia e con alcune riviste come Il Politecnico, Il Mondo, Nord e Sud, Ichnusa, Il Ponte, Illustrazione Italiana e La Chimera.

Nel 1954 pubblicò la sua opera più rilevante, Miele Amaro, considerata da Antonio Pigliaru «il fatto più importante della cronaca letteraria sarda degli ultimi anni». L’anno successivo, nel 1955, Salvatore Cambosu pubblicò un’inchiesta giornalistica sul banditismo sardo, dal titolo Reportage Supramonte di Orgosolo, e nel 1957 pubblicò Una stagione ad Orola.

Tra le altre opere dello scrittore barbaricino si ricordano inoltre: Due stagioni in Sardegna, I racconti e L’anno del campo selvatico: il quaderno di Don Demetrio Gunale. Cambosu morì a Nuoro il 21 novembre del 1962 e, nel 2007, venne costituita la Fondazione Salvatore Cambosu, che ha come obiettivo principale quello di far conoscere le opere e il pensiero dello scrittore nuorese.