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Antioco Giuseppe Casula

Antioco Giuseppe Casula, noto con lo pseudonimo Montanaru, nacque a Desulo, in provincia di Nuoro, nel 1878 e fu uno degli autori più rappresentativi della poesia sarda in logudorese. Dopo gli studi a Cagliari e Lanusei si arruolò come sottufficiale nei Carabinieri, nello stesso anno in cui Peppino Mereu, altro grande interprete barbaricino, si congedò. In seguito Montanaru iniziò a scrivere per La Piccola Rivista, periodico letterario di Cagliari, e nel 1904 pubblicò la sua prima raccolta dal titolo Boghes de Barbagia, che gli permise di conoscere altri artisti dell’epoca come Sebastiano Satta, Francesco Ciusa e Giuseppe Dessì.

Nel 1905, Antioco Giuseppe Casula tornò nel suo paese natale, si congedò e cominciò a lavorare presso l’ufficio postale. Riprese a studiare privatamente e ottenne la licenza magistrale. Quattro anni più tardi, nel 1909, Montanaru si sposò ed ebbe sette figli, uno dei quali morì all’età di cinque anni. Per il figlio Antonio scrisse una delle sue opere più famose: Ninna nanna de Anton’istene.

Nel 1921, Antioco Giuseppe Casula pubblicò Cantigos d’Ennargentu, con le illustrazioni di Filippo Figari, tradotto in diverse lingue tra cui inglese, francese, tedesco e italiano. Nel 1928, Montanaru venne arrestato per favoreggiamento di alcuni latitanti durante la campagna fascista contro le lingue non italiane; in seguito fu rilasciato ma venne tenuto sotto controllo e minacciato di confino. Nel 1933 pubblicò Sos cantos de sa solitudine, che riscosse un grande successo ma portò anche alla discussione che gli costò la censura da parte dei giornali isolani per il suo utilizzo esclusivo della lingua sarda.

Dopo la guerra, Antioco Giuseppe Casula conobbe Ungaretti, con il quale strinse un rapporto di amicizia che lo portò a vincere, tra le polemiche, un premio letterario per la poesia S’olia. Conobbe anche Pier Paolo Pasolini ed ebbe un rapporto epistolare con Grazia Deledda, che non incontrò mai personalmente. Nel 1950 pubblicò la raccolta Sa Lantia. Tre anni più tardi, Montanaru fu colpito da una paralisi e morì il 3 marzo del 1955 a Desulo. Dopo la sua morte, grazie al genero, vennero pubblicate le ultime raccolte: Cantigos de amargura e Sas ultimas canzones.

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