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Melkiorre Melis

Melkiorre Melis nacque a Bosa, in provincia di Oristano, il 1° aprile del 1889. Nel 1909, grazie al suo talento artistico, ricevette un sussidio municipale che gli permise di spostarsi a Roma per poter studiare e, arrivato nella capitale, Melis si iscrisse alla Scuola libera del nudo dell’Accademia e frequentò una scuola serale di disegno. A Roma fu ben presto impiegato come disegnatore presso lo stabilimento di arti grafiche Fratelli Palombi, dando così il via alla sua lunga carriera artistica.

Tra i primi lavori si ricordano le illustrazioni del volume di poesie Primavera sacra, di Mariano De Fraje, la decorazione del soffitto di casa Naitana a Bosa e le illustrazioni per il Giornale d’Italia, che vennero esposte nel 1913. Nel 1916, Melkiorre Melis partecipò alla prima esposizione artistica sarda, che si svolse a Sassari, e mise in mostra l’opera L’ucciso, ispirata alla poesia di Sebastiano Satta, che riscosse molto presto un enorme successo. Nel 1919,

Melis divenne direttore artistico della Rivista sarda, diretta da Pantaleo Ledda e Giovanni Russino; in seguito collaborò con altre riviste come La donna e Il Giornalino della domenica diretto da Luigi Bertelli, in cui collaborarono diversi disegnatori sardi come Giuseppe Biasi, Primo Sinopico e tanti altri. Nel 1921 decorò con un lungo fregio, raffigurante un ballu tundu (ballo sardo), la sala da ballo della casa d’arte Bragaglia di Roma.

Nel 1925 venne incaricato di ordinare la sezione sarda alla Mostra degli amatori e cultori della capitale, dove espose il dipinto La Regina Saracena; nel 1928 realizzò il Nido delle Sirene, mentre tra gli anni Venti e i primissimi anni Trenta fu molto attivo artisticamente partecipando ad esposizioni come la XII Biennale di Venezia e la I Quadriennale di Roma e dedicandosi all’approfondimento della lavorazione della ceramica, che lo condusse poi ad aprire, nel 1929, lo Studio Artistico Melkiorre Melis.

Successivamente si occupò anche di grafica pubblicitaria e realizzò il francobollo chiudilettera e il manifesto commemorativo dell’esibizione aeronautica dell’8 giugno del 1930. Nel 1934, il governatore della Libia Italo Balbo gli affidò il compito di riorganizzare l’antica Scuola Musulmana di arti e mestieri; trasferitosi quindi in Libia, Melis aprì all’interno della scuola una sezione dedicata alla ceramica: la Scuola artigiana di ceramica libica.
In seguito alla morte di Balbo e alla perdita della Libia nel conflitto mondiale, Melkiorre Melis fu costretto a ritornare in Italia: durante gli anni della guerra si rifugiò a Bosa e si ritirò a vita privata dedicandosi solo alla pittura ad olio. Nel 1949 espose a Venezia il dipinto Beduina al mercato e, nel 1951, la città di Sassari gli conferì il premio per la pittura; egli riprese dunque a lavorare la ceramica e divenne docente fino al 1965, presso la scuola d’Arte di via Conte Verde a Roma. Melkiorre Melis morì nella capitale italiana il 14 dicembre del 1982.

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